C’è un trucco. Me l’ha insegnato una bionda molti anni fa. Serve a non alienarsi del tutto il pubblico. Lo uso, ma non sempre. Ogni tanto sì, anche se mi sembra sempre che si veda.
Il trucco è la prima persona plurale quando dovrei usare la seconda. Siamo schiavi del telefono, scrivo, avendocelo io scarico ventitré ore al giorno. Passiamo il tempo a farci le foto, scrivo, non facendomene veramente mai (ho un Blackberry, provare a farcisi una foto a fuoco è come provare a farcisi il caffè).
Ma oggi no. Oggi persino la paratassi, da quanto ho i nervi. Oggi la seconda persona plurale non ve la leva nessuno. Oggi con voi non mi voglio mescolare. Oggi ve la voglio dire senza fingere di sentirmi una di voi.
Siete una massa di rincoglioniti. Io meritavo di meglio. Io meritavo di non invecchiare in un pianeta di rincoglioniti, in una società di rincoglioniti, con una classe dirigente rincoglionita: io meritavo una mezza età serena.
E invece, ogni volta che guardo un programma televisivo o una pagina social, inciampo in della classe dirigente così rincoglionita, ma così rincoglionita, che neanche il più stupido dei miei zii al pranzo di Natale era così rincoglionito, neanche la più analfabeta delle mie insegnanti era così rincoglionita, un livello di rincoglionimento che non può essere solo la sindrome via Gluck che mi fa pensare fosse meglio prima, è proprio che prima un’umanità così rincoglionita mica esisteva.









