Non è poi difficile, decifrare il teatrino che ha sostituito quello che una volta chiamavamo “dibattito politico”. Basta riconoscerne la costante: la sistematica eliminazione del contenuto a favore nemmeno della forma, ma della figurina. Non è più “il mezzo è il messaggio” di Marshall McLuhan, quello era pieno ‘900, prima che il “medium” assumesse la veste dello scrollo compulsivo della propria home page. Adesso il volto è il messaggio, o meglio la maschera, la parte già algoritmicamente assegnata in commedia. Per capirci: Francesca Albanese è la maschera per eccellenza della causa dei Buoni per eccellenza. Come tale, la Relatrice speciale è circondata da un’aurea di infallibilità, ha un vantaggio ontologico: non conta quel che dice, conta che lo dica lei. Anzi, conta solo che lei appaia sorridente nella foto. Come in quella che la ritrae a fianco del premier spagnolo Pedro Sanchez, che l’ha insignita dell’Ordine al Merito Civile per «il suo esteso lavoro nel denunciare le violazioni del diritto internazionale a Gaza» (“esteso lavoro” nella neolingua dei Buoni è sinonimo di “colpa dello Stato degli ebrei”). Poco prima, il companero Pedro aveva inviato una lettera alla Commissione Europea chiedendo di disapplicare nel territorio dell’Unione le sanzioni comminate contro la Madonna pro-Pal dall’amministrazione americana. Volute personalmente dal Segretario di Stato Marco Rubio, queste si basano su accuse veniali come «fomentare l’antisemitismo» ed «esprimere sostegno al terrorismo» (il minimo sindacale, oggi, per chiunque sia intellettualmente à la page). Una barbarie, che Sanchez vuole bloccare, nel tripudio delle anime belle nostrane.
Partita la beatificazione del compagno Sanchez | Libero Quotidiano.it
Non è poi difficile, decifrare il teatrino che ha sostituito quello che una volta chiamavamo “dibattito politico”. Basta riconoscern...







