TREVISO - Il Sernic, il Servizio nazionale di investigazione criminale del Mozambico, ha confermato l’arresto di tre sospettati nell’ambito delle indagini sull’omicidio di monsignor Osório Citora Afonso, 54 anni, vescovo di Quelimane e amministratore apostolico di Beira, ucciso a colpi d’arma da fuoco sabato scorso nella sua residenza episcopale. La comunicazione ufficiale è arrivata ieri sera nel corso di una conferenza stampa trasmessa dai media locali. Secondo quanto dichiarato dal portavoce del Sernic nella provincia della Zambézia, i tre individui si trovano già sotto custodia e la loro detenzione è stata legalizzata dalle autorità competenti. Il Sernic, al momento, non ha diffuso i nomi delle persone arrestate. Ed è proprio su questo punto che resta necessaria la massima cautela. Nelle stesse ore, infatti, diversi media mozambicani hanno riferito che tra i sospettati ci sarebbero un sacerdote, una guardia e un giardiniere, tutti in qualche modo collegati alla diocesi. Si tratta però di informazioni non ancora confermate ufficialmente nelle identità dagli investigatori.

LA VITTIMA Il caso è seguito con particolare attenzione anche in Italia e nel Trevigiano. Padre Osório era infatti molto conosciuto nel territorio della Marca dato che tra il 2014 e il 2016 era stato superiore di Casa Milaico, a Nervesa della Battaglia, e aveva guidato il Centro Missionario della Consolata della diocesi di Vittorio Veneto, costruendo rapporti con parrocchie, giovani, laici e comunità del territorio. La sua figura era quella di un missionario diventato vescovo, ma rimasto profondamente legato all’ascolto, alla vita comunitaria, all’attenzione alla missione e alle persone. I SOSPETTATI Secondo quanto riportato dalla stampa mozambicana, i tre indagati sarebbero stati accompagnati ieri mattina davanti al giudice istruttore del Tribunale giudiziario provinciale della Zambézia per la procedura di legalizzazione delle rispettive detenzioni. L’udienza avrebbe attirato l’attenzione di numerosi giornalisti e si sarebbe svolta sotto forte sorveglianza di polizia, segno della pressione pubblica e mediatica che il caso sta generando nel Paese. Sempre secondo alcune testate locali, il sacerdote ascoltato sarebbe padre Novais, indicato come una figura vicina al vescovo e, secondo le stesse fonti, già cancelliere della diocesi di Quelimane. I media mozambicani riferiscono inoltre che il religioso sarebbe stato tra le persone interessate da una recente riorganizzazione interna disposta da monsignor Osório, avvenuta circa due settimane prima dell’omicidio.L’inchiesta entra così in una fase molto delicata. Il dato certo, comunicato dal Sernic, è che tre persone sono state arrestate e che la loro detenzione è stata legalizzata. Restano invece ancora da chiarire molti aspetti decisivi come chi abbia materialmente sparato, quale possa essere stato il movente, da dove provenisse l’arma utilizzata e se dietro l’omicidio vi siano eventuali mandanti. I FUNERALI In Mozambico, intanto, il caso continua a generare enorme attenzione. La vicenda ha assunto una portata nazionale non solo per la gravità dell’assassinio, ma anche per il ruolo ecclesiale della vittima, guida della diocesi di Quelimane e amministratore apostolico di Beira. Il processo investigativo, spiegano le autorità, seguirà i passaggi previsti dalla legge. Le persone arrestate devono essere considerate innocenti fino a eventuale condanna definitiva. Mentre l’inchiesta prova a fare chiarezza, la Chiesa si prepara all’ultimo saluto. Le esequie di monsignor Osório si terranno oggi alle 9, ora locale, nella cattedrale di Quelimane.L’Eucaristia sarà presieduta da monsignor Luis-Miguel Muñoz Cárdaba, nunzio apostolico in Mozambico. Successivamente il corpo sarà trasferito a Nampula, sua città natale, dove è prevista una veglia. Domani, alle 10 ora locale, monsignor Inácio Saure, arcivescovo metropolita di Nampula e presidente della Conferenza episcopale del Mozambico, presiederà il funerale. Il vescovo sarà poi sepolto a Nampula.