La visita in Spagna.12 giugno 2026 alle 00:30

GRAN CANARIA.

«L'Europa non può abituarsi ad avere mari come cimiteri». Papa Leone prova a squarciare i muri dell'indifferenza per il dramma dei migranti, sulla scia di papa Francesco. Dal porto di Arguineguin, punto di approdo dei viaggi della speranza della rotta atlantica (solo nel 2025, delle oltre 3.000 persone morte nel tentativo di raggiungere la Spagna via mare, 1.906 l'hanno persa qui), anche lui, come già Bergoglio l'8 luglio 2013 a Lampedusa, ha gettato in mare una corona di fiori per commemorare tutti quelli che, inghiottiti dai flutti o dalle negligenze dei soccorsi, l'approdo non lo hanno visto e sono andati a picco.

Leone ha sferzato: «Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute. Ogni barca che arriva non porta solo migranti, porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?». Iniziando il suo denso discorso, Prevost si è voluto anzitutto inchinare, sottolineando nel testo il gesto del capo, per richiamare l'inviolabile dignità umana che, ha detto, «non ha passaporto e non conosce frontiere».