Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa sfida più grande per il Governo è aumentare la produttività con margini di bilancio limitati. Sul cammino ci sono però problemi di natalità, di un livello di popolazione inattiva troppo elevato rispetto all’Ue e di un ritardo da parte delle imprese nell’adozione della tecnologia e in particolare dell’intelligenza artificiale, che può avere effetti positivi sulla produttività. A delineare il tutto è l’ultimo rapporto dell’Ufficio parlamentare di bilancio presentato alla Camera il 10 giugno.
Innovazione in frenata
Bilanciare le esigenze di generazioni diverse e contrastare l’impatto sfavorevole della demografia «richiederà di sbloccare appieno il potenziale di crescita dell’economia sostenendo la produttività», si legge dal report l’Upb che evidenzia come la chiave per raggiungere l’obiettiva sarà «la capacità di innovare e di adottare su vasta scala le tecnologie di frontiera, sia per competere sui mercati globali sia per assicurare propulsione al motore interno della crescita».
Innovazione che risulta essere sempre più fondamentale visto che la competizione internazionale, sempre più serrata lungo la frontiera tecnologica, sta accentuando «la vulnerabilità di un sistema produttivo, come quello italiano, che sconta ritardi nell’adozione capillare delle tecnologie avanzate e dell’intelligenza artificiale». Un ritardo legato anche alla strutta del nostro sistema produttivo fatto soprattutto di micro e piccole imprese. Se a questo poi si uniscono le scarse opportunità di finanziamento del capitale di rischio, si capisce perché l’innovazione e la diffusione di tecnologiche nel tessuto produttivo sia limitato. Restando sulle imprese, il rapporto evidenzia come il quadro di agevolazioni si è andato stratificando nel tempo in un complesso disorganico di misure. C’è quindi bisogno di un riordino «volto a offrire prospettive stabili di investimento, a concentrare gli interventi in settori strategici e a favore di imprese che avrebbero altrimenti una limitata capacità di investire», dice Upb. Inoltre, si dovrebbero rendere i requisiti per accedere alle agevolazioni meno complessi, perché come strutturati ora complicano la fruibilità soprattutto per le piccole e medie imprese. Infine, i meccanismi basati su maggiorazioni degli ammortamenti tendono a favorire le imprese già redditizie, lasciando in posizione meno vantaggiosa le start-up e le imprese innovative che, pur investendo e assumendo, non producono ancora utili significativi.








