Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPatrimonio delle Casse di previdenza private «a gonfie vele»: al 31 dicembre 2025 le attività detenute dal comparto sono salite a 136 miliardi (+8,7% al confronto con l’annualità precedente), sospinte dall’andamento favorevole dei mercati finanziari e, in particolare, di quelli azionari. E, di questi beni in crescita, la porzione investita nell’economia italiana (ossia «in primis» titoli di Stato ed emessi da soggetti residenti in Italia, nonché proprietà immobiliari) ammonta a 52,3 miliardi, pari al 38,4% del totale.
È quel che si legge nella relazione della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, illustrata a Roma dal presidente Mario Pepe che, nel suo intervento, ha lanciato l’idea di introdurre «un’unica Autorità di controllo su tutto il welfare integrativo», giacché «l’invecchiamento della popolazione, l’allungamento della speranza di vita e la crescente complessità dei bisogni sociali hanno determinato una progressiva interconnessione tra previdenza, assistenza e tutela della salute». È arrivato il momento, perciò, in cui tali ambiti non possono essere più considerati separatamente, è stato l’affondo del vertice dell’organismo, che controlla le forme pensionistiche complementari le cui risorse complessive sono arrivate a 262 miliardi (+7,7%) e i cui aderenti sono quasi 10,5 milioni (+4,8% rispetto al 2024), con 757.000 nuovi iscritti nel 2025 (la cui metà è under35).















