Ifondi di previdenza complementari e le Casse dei professionisti, "investitori istituzionali fondamentali per l'economia nazionale", secondo la relazione annuale della Covip (Commissione di vigilanza sul comparto) del 2025, globalmente "possono disporre di oltre 300 miliardi di euro" di patrimonio, "numeri enormi'.
E, se le operazioni finanziarie delle forme integrative nel 'mattone' ammontano "complessivamente a circa 3 miliardi, pari all'1,5% del totale" dei beni, gli Enti privati, che "hanno una maggiore libertà regolamentare nell'investimento nel 'real estate' rispetto ai fondi pensione", sempre in base ai dati della Covip, "detengono una componente di investimenti nel settore immobiliare importante: nel 2024, lo 'stock' di investimenti diretti" in tale settore "è pari a circa 2,5 miliardi, mentre le quote detenute in fondi immobiliari supera i 16,5 miliardi (pari al 13,3% del totale dell'attivo)".
È quanto sostenuto dall'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili che, in occasione dell'audizione di questa mattina nella Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, che sta svolgendo un'indagine conoscitiva sulle politiche di investimento e valorizzazione del patrimonio immobiliare degli Istituti pubblici previdenziali, ha consegnato ai parlamentari una memoria.






