Un ragazzo osserva con sguardo malinconico un mattone da cui spuntano dei fiori colorati, mentre una Milano distopica sui toni del viola – con gru e grattacieli che affollano lo skyline – incombe sullo sfondo: il nuovo murale dello street artist Cristian Sonda, realizzato sulla facciata dell’Istituto professionale “Ercole Marelli” in via Livigno, è dedicato alla gentrificazione.
Un tema quanto mai attuale, ma molto complesso e sfaccettato, su cui Sonda ha fatto riflettere gli studenti che l’hanno affiancato nel lavoro, come accade in ogni sua opera di arte partecipata.
“La vera street art non deve avere una finalità puramente estetica e decorativa, ma veicolare un messaggio e in questo caso ne abbiamo scelto uno potente – spiega – Parlare della gentrificazione di Milano significa concentrarsi sulla perdita di zone verdi e di angoli identitari della città, sulla cancellazione sistematica di zone della metropoli a discapito di interventi massivi di ‘riqualificazione’ di quartieri popolari per costruire abitazioni di lusso e uffici attrattivi per le grandi multinazionali”.
Il che si traduce “in un aumento del valore degli immobili e nella conseguente speculazione edilizia, nonché, nel lungo periodo, nella sostituzione delle classi meno abbienti con altre benestanti – prosegue l’artista – Molti degli abitanti storici di Milano rischiano di vedersi spingere ai margini della loro stessa città. Mi è capitato spesso di girare per Milano e avere la sensazione di non riconoscerla perché ho perso molti dei punti di riferimento che un tempo mi guidavano. Penso per esempio alle zone di Citylife e di Porta Garibaldi, completamente rivoluzionate dai nuovi grattacieli. La narrazione attuale la racconta come ‘metropoli europea’ e ‘place to be’, ma in realtà Milano mi sembra sempre meno vivibile”.









