Classe 1992, ho vissuto la mia infanzia a cavallo tra
analogico e digitale. Tra pixel e carta stampata, il mio obiettivo è quello di
scovare punti di dialogo…
Arte di strada, street art , graffitismo. Termini diversi che portano subito alla mente la figura di una persona che, bomboletta alla mano, crea le proprie opere usando come tela le mura di palazzine private o edifici pubblici. Da sempre il tema ha suscitato contrasti tra chi vede questi disegni come vere e proprie opere d’arte e chi invece le considera solo un insulto al decoro urbano. Cosa succederebbe però se si usasse l’arte di strada per riqualificare zone del territorio? Questa è la domanda che si sono posti i membri dell’associazione Impiastreet di Spirano che, dal 2017, ha deciso di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie conoscenze per fungere da “ponte” tra street artist e committenti nella realizzazione di street art di interesse pubblico. La prima domanda che mi sono posto avendo a che fare con un’associazione che avvicina i concetti di street art e riqualificazione è stata «come è nata questa idea?». Per capirlo, ho incontrato il presidente di Impiastreet Roberto Cremaschi al bar Mafalda di Spirano, dove fa mostra di sé un’opera murale realizzata nel 2018 durante la notte bianca di Spirano rappresentante Mafalda, protagonista delle strisce a fumetti firmate da Quino.









