La febbre da Mondiali ancora non decolla. Anche se il calcio è più popolare che in passato, gli americani sono per ora distratti da tutt'altro. Se a Los Angeles il grande pubblico è consumato dall'attesa per il nuovo film dei Minions nelle sale il primo luglio e gli unici che aspettano con trepidazione il fischio di inizio sono i messicani, a New York non c'è Coppa del Mondo che tenga: i veri protagonisti sono i Knicks e il loro re Jalen Brunson. I nostalgici rievocano invece la cerimonia di apertura della Coppa del Mondo del 1994, l'ultima avvenuta negli Stati Uniti: al Soldier Filed di Chicago era in corso la prima partita, quella fra Germania e Bolivia. L'attenzione degli spettatori e di tutta America al campo durò però solo 13 minuti, per venire poi catturata dallo storico inseguimento per le strade di Los Angeles di O.J. Simpson a bordo del suo Bronco bianco dopo che la sua sue ex moglie e il compagno erano stati trovati morti. Due terzi delle famiglie americane rimasero per ore incollate al piccolo schermo per seguire passo passo gli eventi, costringendo tutti i network sportivi a cambiare il loro programma. Nbc prese la storica decisione di interrompere anche la copertura delle finali dell'Nba. Una decisione analoga causerebbe oggi una rivolta a New York. In qualsiasi angolo della città dominano i colori blue e arancione dei Knicks a caccia del loro primo anello in 27 anni. L'aria di festa dopo la vittoria contro gli Spurs di San Antonio alla gara 4 delle finali Nba ha fatto esplodere la città che non dorme mai di gioia: per le strade migliaia di tifosi hanno festeggiato fino a notte fonda dopo una partita storica, che ha visto i Knicks rimontare 29 punti e passare in vantaggio a meno di sei secondi dal fischio finale. Nella Grande Mela per ora i Mondiali sono un evento collaterale rispetto al sogno di vincere l'Nba. Anche se i tifosi stranieri iniziano a popolare le avenue e cercare di districarsi nel complesso sistema di trasporti pubblici che li porterà a partire da sabato al Metlife di East Rutherford, la trepidazione per i Mondiali ancora non si avverte pienamente. I pub e i ristoranti si stanno preparando al calcio di inizio con menù ad hoc e un'offerta di partite variegata, sperando di far breccia nel cuore dei tifosi, soprattutto i non americani che di calcio sono decisamente più appassionati. A Los Angeles, dove il 40% della popolazione ha origine latine, ad attendere i Mondiali con trepidazione sono solo i messicani. La loro bandiera sventola dalle auto in coda sulle superstrade della Città degli Angeli. Mamme e bambini all'ultimo giorni di scuola si sono presentati orgogliosamente con la maglietta verde della loro nazionale per salutare le maestre. Della prima partita degli Stati Uniti non si hanno segnali: nessuna bandiera sventola e sui cartelloni sparsi per la città non si fa alcun riferimento a Mondiali. Le protagoniste sono le pubblicità dei Minions e di Toy Story 5. La speranza ora è che la febbre da calcio decolli, anche se per le prossime settimane gli appuntamenti extra sono ancora numerosi. Dalla sfida di arti marziali dell'Ultimate Fighting Championship alla Casa Bianca, passando per i 250 anni dell'America e, soprattutto, per l'atteso matrimonio di Taylor Swift che potrebbe pronunciare il fatidico sì proprio al Madison Square Garden dei Knicks.