Stadi pieni, nessun problema di sicurezza, e tifosi americani e non entusiasti. Gli Stati Uniti si promuovono per la gestione dei Mondiali XL, i primi a 48 squadre. E guardano già a candidarsi alle prossime edizioni, come ammesso da Donald Trump.
I Mondiali sono stati un "successo spettacolare! Voglio ringraziare tutti coloro che vi hanno preso parte, e soprattutto le nostre eccezionali forze dell'ordine", ha detto un trionfante Trump ringraziando per l'"ottimo lavoro" il presidente della Fifa, Gianni Infantino. "Pochi riusciranno mai a eguagliare i suoi risultati nel portare la Coppa del Mondo a un livello che nessuno riteneva possibile", ha aggiunto. "Sono stati i più sicuri della storia, abbiamo ospitato 78 Super Bowl in 38 giorni", gli ha fatto eco Kash Patel, il direttore di quella Fbi che ha messo in campo 5.000 agenti per assicurare uno svolgimento del torneo iridato senza problemi. Non tiene del tutto il confronto con il Super Bowl, invece, l'half-time show che ha esordito per la finale. Se online molti lo hanno celebrato come il migliore di sempre, i critici lo hanno accolto con freddezza. "Molte star e poco senso", ha riassunto il New York Times osservando come l'introduzione dello spettacolo all'intervallo ha "completato l'americanizzazione" del calcio. Di sicuro lo sport è più popolare che mai negli Stati Uniti, molto più dell'ultima volta che ospitarono i Mondiali nel 1994. La nazionale a stelle e strisce ha fatto bene e, pur con l'amarezza dell'eliminazione, ha incatato gli americani e attirato un pubblico senza precedenti. Prima che il calcio diventi però popolare come il baseball e il football comunque ci vorrà ancora del tempo. I Mondiali comunque hanno accesso un ampio dibattito all'interno degli States sulla 'crisi' dello sport fra i giovani chiamando in causa il sistema 'pay-to-play' che domina il calcio americano, ovvero il fatto che le famiglie devono pagare per far giocare i loro figli in squadre dilettantistiche. I conti possono essere molto salati e arrivare anche a decine di migliaia di dollari per far giocare un adolescente in un club d'elite nella speranza di intraprendere una carriera professionistica o ottenere una borsa di studio all'università. Anche se non è ancora possibile fare un calcolo preciso sull'impatto economico dei Mondiali negli Stati Uniti, i dati preliminari di Bank of America sulle spese effettuate dagli americani con le carte di credito e di debito in giugno indicano un aumento del 6,3%, il più alto da quattro anni grazie al torneo. Per i mercati di previsione Polymarket e Kalshi il torneo è stato un successo senza precedenti fra scommesse record e un pubblico in forte crescita. Le città ospitanti più piccole come Philadelphia e Kansas City sono state quelle che hanno più beneficiato del torneo: l'invasione dei turisti stranieri ha spinto le economie locali e rilanciato la loro industria turistica. A New York i bar e le fan zone hanno sempre registrato il tutto esaurito per le partite, e così lo stadio. Per Los Angeles i Mondiali sono stati una prova generale delle Olimpiadi del 2028. Ad Atlanta sono valsi il titolo di miglior stadio degli Usa, quello nel centro città, facile da raggiungere e con l'aria condizionata. Per Trump i Mondiali sono stati un successo personale talmente grande da tentarlo a candidare nuovamente gli Stati Uniti, ma questa volta senza Canada e Messico, come ha ammesso. Oppure, come gli ha proposto Infantino, insieme alla Cina. Pur avendo saltato tutte le partite, il presidente ha assistito alla finale e, grazie alla 'diplomazia del calcio', ha stretto sugli spalti la mano a tre dei suoi 'nemici', i premier spagnolo e canadese Pedro Sanchez e Mark Carney, e la presidente del Messico Claudia Sheinbaum. "Non c'è alcuna tensione con la Spagna, con nessuno", ha tagliato corto il presidente spiegando di aver parlato con Carney degli incendi in Canada che stanno inquinando gli Stati Uniti. "Forse dovremmo imporle dazi per gli incendi", ha insistito Trump. Parole che non appaiono così allineate con il suo "non c'è tensione con nessuno".










