ROMA – Si chiama “Remigrazione e Riconquista”, ma si legge pulizia etnica. È la proposta di legge di iniziativa popolare che prevede “il rientro volontario e assistito degli stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale nei Paesi di origine”. Dunque, non bastano i rimpatri “volontari” già previsti dalla legge. Si vuole introdurre nel nostro ordinamento un programma apposito per incentivare i reimpatri di persone con un retroterra migratorio, che vivono magari da anni stabilmente nel nostro Paese e che sono titolari di un permesso di soggiorno. Le destre estreme promotrici dell’iniziativa si sono date appuntamento a Roma il 13 giugno.

La richiesta alle autorità competenti della Capitale. "Roma è città aperta, antifascista e antirazzista – si legge in una nota diffusa da Cronache di ordinario razzismo – e dunque pretendiamo che tutte le autorità competenti, a partire dalle istituzioni locali, si assumano la responsabilità di impedire cortei, presidi e iniziative pubbliche che propagandino odio razziale, deportazioni e discriminazioni”.

Le due manifestazioni contrapposte di sabato 13 giugno a Roma. In pratica, sabato 13 giugno a Roma si terranno due manifestazioni contrapposte: un corteo nazionale di estrema destra del comitato “Remigrazione e Riconquista”, a sostegno dei rimpatri forzati, e una contromanifestazione di massa organizzata da reti antifasciste, sindacati e collettivi studenteschi per difendere i valori antirazzisti. La Questura della capitale ha predisposto un rigido piano di sicurezza per evitare contatti.