La proposta di legge di iniziativa popolare «Remigrazione e riconquista» tenterà di nuovo l’ingresso nel parlamento italiano martedì, per il deposito delle 150mila firme raccolte. L’appuntamento è alle 12. Dietro il testo ci sono organizzazioni di estrema destra come Casapound, Rete dei patrioti, Veneto fronte skinheads e Brescia ai bresciani. Il 30 gennaio scorso avrebbero dovuto tenere una conferenza stampa alla Camera – ospitata dal parlamentare Domenico Furgiuele, allora leghista e oggi vannacciano – che però fu impedita dai deputati di opposizione che occuparono la sala stampa. Per questo 22 parlamentari sono poi stati sospesi per cinque giorni: dieci Pd, otto 5S e quattro Avs.
La proposta di legge riflette la teoria della sostituzione etnica per cui si muove su due filoni. Da un lato deportazione dei migranti privi di documenti, pene severe per favoreggiamento e sfruttamento degli stranieri, ostacoli agli ingressi regolari (per lavoro o ricongiungimento familiare), revoche delle cittadinanze ottenute per naturalizzazione. Dall’altro, facilitazioni agli italiani intesi secondo una linea di sangue: via le limitazioni generazionali ai discendenti che vogliono diventare cittadini, cancellando i paletti introdotti dalla destra in questa legislatura, e istituzione di un fondo per la «natalità italiana».






