Ieri è stato il day after della bagarre alla sala stampa di Montecitorio sul tema “remigrazione”. Riassunto della puntata precedente: il gruppo “Remigrazione e Riconquista”, network che raggruppa alcune associazioni di destra radicale (Casapound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinhead, Brescia ai Bresciani), avrebbe voluto illustrare venerdì una proposta di legge di iniziativa popolare sul tema alla sala stampa di Montecitorio. Latore formale dell’iniziativa, il deputato della Lega Domenico Furgiuele.
Un gruppo di parlamentari della sinistra però, occupa la sala stampa per impedire lo svolgimento della conferenza. Volano parole grosse con Furgiuele e il presidente della Camera Lorenzo Fontana annulla l’appuntamento. La questione diventa quasi il caso del giorno. E la sottoscrizione della proposta di legge supera la soglia di 50mila adesioni, tante ne bastano per poter presentare il testo in Parlamento. Il Comitato lo annuncia nella tarda mattinata di ieri. «Nonostante tentativi di censura e intimidazione nelle sedi istituzionali, la risposta degli italiani è stata chiara e determinata», scrivono i promotori in una nota. La proposta «rafforza la normativa vigente in materia di governo dei flussi migratori, tutela della sicurezza pubblica e politiche demografiche» e «prevede misure più incisive di contrasto all’immigrazione irregolare al traffico di esseri umani e allo sfruttamento lavorativo, attraverso l’inasprimento delle sanzioni penali e patrimoniali, il potenziamento delle espulsioni e dei rimpatri e specifiche disposizioni per stranieri condannati per reati gravi, inclusa la revoca della cittadinanza acquisita per naturalizzazione nei casi previsti».














