Sessantamila firme per la remigrazione in poco più di 24 ore. Un risultato straordinario, non c’è che dire. Un risultato, però, che non sarebbe stato possibile senza l’impegno di tutta la sinistra italiana, dal Partito democratico ad Avs, dal Movimento Cinque Stelle agli immancabili partigiani (autoproclamati) dell’Anpi. La loro grottesca piazzata di venerdì, con l’occupazione della sala stampa della Camera e la conseguente cancellazione della prevista iniziativa sulla remigrazione, ha dato un’enorme e insperata pubblicità alla legge di iniziativa popolare presentata da un comitato di cui fanno parte anche esponenti di CasaPound e della Rete dei patrioti. La conseguenza, come detto, è stata che decine di migliaia di persone sono corse a sottoscrivere la proposta, che ha raggiunto in poche ore le firme necessarie per poter approdare in Parlamento. Complimenti vivissimi ai compagni, quindi. Una volta si parlava di “utili idioti”...

Oltre alla ridicola sceneggiata di Montecitorio, si sono come di consueto rivelati un clamoroso boomerang anche i toni apocalittici usati dai progressisti. A proposito della proposta sulla remigrazione, democratici e soci hanno parlato di «nazismo», di «deportazioni» e di «razzismo». Qualcuno ha pure citato espressamente i campi di concentramento. Ma è davvero così? La proposta di legge in questione vuole reintrodurre lager e camere a gas? Ovviamente no.Il parallelo che è stato fatto da sinistra è semplicemente falso. E allora, in concreto, cosa diavolo è questa proposta sulla remigrazione?