Una grottesca sceneggiata, con qualche tratto di involontaria comicità, quella che ha visto ieri come teatro la sala stampa della Camera dei deputati, dove la programmata conferenza stampa promossa dal deputato leghista Domenico Furgiuele, vicino a Roberto Vannacci, per il lancio della raccolta firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare sulla remigrazione, è stata bloccata dai parlamentari d’opposizione e poi definitivamente annullata. La conferenza, già al centro di feroci polemiche nei giorni scorsi, prevedeva gli interventi dei promotori della proposta di legge, tra i quali Casapound (già protagonista nel 2011 di un’iniziativa alla Camera su Ezra Pound e contro l’usura), il Veneto Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani.
Il governo (socialista) della Danimarca: «Chi si macchia di reati per almeno un anno di detenzione sarà espulso». Ovviamente non basta dirlo: servono accordi e volontà politica. Ma se qualcuno dà l’esempio...
Non lo dite a Ilaria Salis, che mostrandosi in catene e denunciando le condizioni degradanti delle carceri ungheresi è riuscita a conquistare un seggio al Parlamento europeo. Ma secondo la Cedu, la Corte europea dei diritti dell’uomo, le prigioni italiane sono peggiori di quelle di Budapest. Infatti, il nostro Paese colleziona una condanna dopo l’altra per il trattamento inumano cui sottopone i detenuti e gli imputati. Il tema su cui battono i giudici di Strasburgo è quasi sempre il sovraffollamento: dietro le sbarre ci sarebbe il doppio degli «ospiti» consentiti. Problema annoso. Infatti, per ridurre il numero delle persone trattenute, nel passato si è fatto ricorso a una serie di escamotage, tra cui cancellare i reati oppure ridurre d’imperio le pene. Nel primo caso, con la ministra dei migliori Marta Cartabia si è fatto in modo che alcune violazioni del codice penale fossero perseguibili solo a querela di parte, in modo da far sparire un po’ di cause dai tribunali e poter dichiarare di aver ridotto l’arretrato giudiziario. Nel secondo, si sono varate amnistie e indulti con il solo obiettivo di rilasciare i condannati prima che avessero scontato per intero la pena.










