Incuriositi, quasi intimoriti, dai racconti fatti dalla stampa di sinistra, siamo scesi in corteo con la Lega per metterci a caccia di fascisti e nazisti pronti a mettere in pratica teorie estreme sulla remigrazione di chiunque non abbia il passaporto italiano. Ci siamo impegnati, ma niente, non ne abbiamo trovato nemmeno uno.
Allora chi c’era “nell’onda nera” (cit La Repubblica) di Matteo Salvini abbattutasi su Milano? C’era il popolo della Lega, quello che da oltre quarant’anni quando scende in piazza lo fa col sorriso, sventola le bandiere e canta O mia bela Madunina, Romagna mia o Madonnina dai riccioli d’oro. Niente cori razzisti, solo qualche “padanissimo” vaffa a Beppe Sala e a Ursula von der Leyen. Del resto noi di Libero che la manifestazione di ieri non c’entrava nulla col famigerato remigration summit, ve lo dicevamo da giorni. Di più, da un’accurata ispezione della piazza, possiamo dire con sicurezza che c’erano più immigrati di seconda generazione col cappellino “Senza paura” in piazza Duomo con la Lega, che all’Arco della Pace con Forza Italia. Perché è chiaro che i primi ad essere danneggiati da una politica migratoria lassista, sono proprio gli immigrati per bene, che vengono qui, lavorano, pagano le tasse, ma soprattutto si integrano con la nostra cultura. Detto ciò, di gente ce n’era e ce n’era parecchia.











