«Padroni a casa nostra». È lo slogan con cui la Lega, sotto l’ombrello dei Patrioti europei, scenderà in piazza sabato 18 aprile a Milano. Anche se la manifestazione ha ora assunto anche altre sfumature (su tutte, la richiesta di una pace in Medioriente e caro energia), è da quando è stato annunciato che si prefigura un evento incentrato su sicurezza e contrasto all’immigrazione. Tanto che inizialmente si usava il nome “Remigration Summit” per riferirsi alla piazza leghista. Termine, quello di “remigrazione”, che continua a far storcere il naso al centrosinistra milanese, con il sindaco Beppe Sala a contestare «il lessico» scelto dal Carroccio.

Per Matteo Salvini le accuse di «razzismo, xenofobia e islamofobia» sarebbero solo «isterie della sinistra». L’idea del segretario della Lega è di una piazza da cui partire per promuovere la linea del partito in ambito immigrazione. In arrivo in Parlamento c’è infatti un disegno di legge sulla materia, bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato lo scorso 10 aprile e già approvato dal Consiglio dei ministri a febbraio. Salvini, presentando durante una conferenza stampa l’evento milanese, ha ricordato che molte proposte della Lega sono incluse nel testo. La prima riguarda la limitazione dell’utilizzo del gratuito patrocinio, cioè la possibilità di avere garantita l'assistenza legale gratuita per le persone non abbienti. «Gli italiani pagano la difesa a migliaia di immigrati irregolari, senza nessun limite o controllo: non sarà più così», ha commentato Salvini.