ROMA – Ci sono momenti – si legge in un importante articolo pubblicato da Info-Cooperazione, il portale degli operatori umanitari italiani – in cui una presa di posizione pubblica vale più di molti libri. Quello firmato sul Guardian da Olivier De Schutter, Joseph Stiglitz, Jayati Ghosh, Thomas Piketty, Kate Raworth e Jason Hickel è uno di questi. Sei tra gli economisti più influenti del mondo — un premio Nobel, i teorici della disuguaglianza, dell'economia della ciambella, della decrescita critica — uniti da una diagnosi comune e da un invito politico esplicito: smettere di considerare la crescita del PIL come condizione necessaria e sufficiente per eliminare la povertà, e ricostruire le regole dell'economia globale a partire dai diritti umani e dai limiti del pianeta.
Un programma dettagliato concreto. L'articolo è una presentazione pubblica di una roadmap concreta — New Economies for Eradicating Poverty (NEEP) — elaborata nell'arco di 18 mesi con il contributo di oltre 400 persone: agenzie ONU, governi nazionali, accademici, organizzazioni della società civile, sindacati, movimenti di base, attori dell'economia sociale e solidale, dal Nord e dal Sud del mondo. Più di 350 firmatari hanno già aderito al documento. Non un manifesto ideologico, precisano gli autori, ma un insieme di proposte politiche dettagliate, accompagnate da profili di policy con evidenze, passi implementativi ed esempi reali.








