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Streghe, elfi, magia bianca, magia nera e incantesimi contro le crisi del mondo contemporaneo. Francesca Michielin parla delle canzoni del suo nuovo album «Magia bianca» a cui hanno partecipato, tra gli altri, Patrizia Laquidara e Caparezza. Influenza dei synth anni ’80 e ricerca di esoterismo e misticismo come chiavi di lettura della realtà.
Francesca Michielin, «Magia bianca» è un concept album. Qual è il fil rouge che lega le canzoni?
«Voglio celebrare la femminilità alternativa, non accomodante e conformata. Non la donna angelicata di Dante ma quella perturbante che stride. Perché di fatto è una strega, figura oppositrice alla donna che dev’essere sempre perfetta e al suo posto. Opposta non solo all’uomo che controlla ma perfino alla donna che sceglie di farsi controllare. C’è un’opposizione sociale: come dire adesso il comando lo prendo io».










