Fabrizio Basso

L'artista veneta pubblica il progetto Magia Bianca, un album immaginario e immaginifico che si schiera contro un mondo "di finto ordine e di vera guerra". In estate un tour colorato e in inverno, nei teatri, il viaggio avrà un afflato più da musical. L'INTERVISTA

Magia Bianca è un album necessario. I motivi sono molteplici. In primis apre un nuovo viaggio artistico di Francesca Michielin. Poi a un immaginario medievale spesso culturalmente e umanamente rabbuiato dona un luce moderna. Le streghe sono magia bianca, solo coloro che, per citare Dante, "volta nostra poppa nel mattino, de’ remi facemmo ali al folle volo". Francesca il coraggio lo colora, d'altra parte strega comanda colore, e lo ammanta di magia. Magia Bianca non è solo una raccolta di canzoni, è un rito identitario. Con questo album dunque Francesca Michielin apre ufficialmente una nuova fase del suo percorso artistico, costruendo un immaginario ispirato a una dimensione fantasy dove femminilità, cultura pop e atmosfere medievali si intrecciano continuamente. Magia Bianca prende forma come un vero e proprio concept album: un racconto coerente e immersivo attraversato da streghe, lune, rituali, leggende popolari e figure femminili fuori dagli schemi. Tra ironia, oscurità, desiderio di evasione e simbolismo esoterico, Francesca Michielin costruisce un universo narrativo personale e riconoscibile, sospeso tra realtà e fantasia.