Bruxelles – “Il Patto migrazione e asilo che entra in vigore domani segna il giorno uno di una Minneapolis in salsa europea”. Così l’eurodeputata (S&D), Cecilia Strada, ha descritto l’insieme delle dieci norme vincolanti che da domani (12 giugno) definiranno come l’Unione Europea gestirà le proprie frontiere, esaminerà le domande di asilo e disciplinerà la ripartizione delle responsabilità fra gli Stati membri.Non solo l’eurodeputata, anche la senior advisor sui diritti dei migranti e dei rifugiati di Human Rights Watch, Judith Sunderland, ha criticato le nuove regole: ”Malgrado le altisonanti promesse dei leader europei, il nuovo patto sbatte la porta in faccia a persone che meritano di essere trattate con dignità e di vedere esaminate le loro richieste di protezione in modo equo”. Per l’esperta si tratta di “un colpo durissimo inferto al diritto d’asilo, in un momento in cui il mondo ha più che mai bisogno che l’Europa sostenga e difenda i diritti umani”. Strada ha ribadito che l’Unione ha “barattato il sogno delle destre di una fortezza europea con lo smantellamento del diritto d’asilo”, nonché “legalizzato la violazione sistematica dei diritti umani, i respingimenti violenti, le detenzioni arbitrarie, le deportazioni”. Ha inoltre contestato il governo italiano ricordando che “in Europa assistiamo già a controlli discriminatori con Meloni che esulta per il calo degli sbarchi facendo finta di non sapere che al calo degli sbarchi corrispondono più torture nei Paesi con cui l’Italia fa accordi e più morti nel Mediterraneo”. “C’è un altro modo per ridurre gli sbarchi e il governo lo sa bene: gli ingressi legali, ma quelli non sono utili alla propaganda” ha concluso. Analogamente l’eurodeputato Marco Tarquinio ha sottolineato che si sta assistendo “a una corsa politica per irrigidire e stravolgere un compromesso raggiunto con grande fatica nella scorsa legislatura europea”. Secondo l’eurodeputato, all’inizio il patto aveva la buona intenzione di rafforzare la politica comune dell’asilo basata sulla solidarietà tra gli Stati. Tuttavia, “oggi anche questo viene messo da parte”. Nell’esaminare alcune delle misure previste dal regolamento, Tarquinio ha affermato che “l’introduzione dei concetti come ‘Paese di origine sicuro’ e ‘Paese terzo sicuro’, insieme all’accelerazione impressa al nuovo regolamento sui rimpatri, stanno spostando il baricentro delle politiche europee: dall’asilo ben regolato ai respingimenti e ai rimpatri più sbrigativi che si può, dalla protezione all’espulsione delle persone, dalla solidarietà tra Stati membri all’esternalizzazione delle frontiere”. Secondo l’eurodeputato, però, la cosa più sconcertante “è dover constatare di nuovo che anche forze che si definiscono popolari e liberali, in larga parte, sono di tradizione cristiano democratica ed europeista, condividano oramai posizioni che fino a pochi anni fa appartenevano quasi solo alle estreme destre nazionaliste”. “Malgrado le nuove e stringenti norme del Patto sulla migrazione e l’asilo, gli Stati dell’UE possono ancora fare la cosa giusta”, ha esortato Sunderland. “Come minimo, dovrebbero limitare il ricorso alla detenzione, identificare e proteggere le persone più esposte al rischio di abusi, e astenersi dal delegare ad altri Paesi le responsabilità in materia di asilo”, ha suggerito. E ha avvertito che “la riduzione dei diritti e la cancellazione e dei doveri produce mostruosità non ordine e sicurezza”, perché “ciò che viene negato o sottratto ad alcuni erode la libertà e la dignità di tutti”.
Via a Patto migrazione e asilo. Strada (S&D): Minneapolis UE
Per l'eurodeputata l'UE ha “barattato il sogno delle destre di una fortezza europea con lo smantellamento del diritto d’asilo”










