“Spero che sia solo una parentesi e che potrò tornare presto alle regate”, aveva detto Charlie Dalin, dopo essere tornato dal Vandée Globe 2024 – che aveva completato in 65 giorni – ed essersi sottoposto a un intervento chirurgo. Aveva affrontato il giro del mondo in solitaria non stop con un cancro gastrointestinale, nonostante i medici glielo avessero sconsigliato e si nel frattempo era sottoposto alle cure. Ma non ce l’ha fatta. L’annuncio «È con profonda tristezza che io e la mia famiglia annunciamo la scomparsa di mio marito Charlie Dalin, a seguito di una lunga malattia», scrive sua moglie Perrine Le Pape. La notizia della sua morte ha fatto il giro degli addetti ai lavori, è rimbalzata anche sulla Vendée Arctique, rattristando i concorrenti. C’è la sua barca in gara, condotta da Sam Goodchild, che è primo in classifica e che lo ha sostituito come skipper del team Macif (l’Imoca60 si chiama Macif Santé Prévoyance). E regata che lo stesso Dalin aveva vinto nel 2022. Quarantadue anni, un figlio piccolo, nato a Le Havre, Dalin è stato un fuoriclasse della vela oceanica. Ha vinto l’ultimo Vendée, migliorando il record di percorrenza di 9 giorni. Era arrivato secondo nella precedente edizione (nel 2021 aveva tagliato in realtà il traguardo in testa, ma era stato classificato secondo, poiché Yannick Bestaven, che aveva deviato la rotta per partecipare al salvataggio di Kévin Escoffier, era stato dichiarato vincitore) e nella sua sacca da marinaio aveva innumerevoli regate, come la Transat Jacques Vabre, vinta nel 2019. E’ stato anche World Sailing Sailor of the Year nel 2025. Ha scritto un libro, sulla sua battaglia contro la malattia, “La force du destin” (La forza del destino, edizioni Gallimard). Era stato pubblicato in Francia nell’ottobre scorso. “Mi fa bene parlarne”, aveva detto Charlie. La sua voce rimane.
Aveva corso con il cancro, addio allo skipper Charlie Dalin
E’ morto a 42 anni uno dei più grandi navigatori oceanici. Aveva vinto il Vendée Globe 2024, il giro del mondo in solitaria non stop, nonostante la malattia. L…











