Uno choc per la vela internazionale, per la famiglia di velisti e appassionati che segue l’Oceano. Charlie Dalin,41 anni, padre di un bambino, il navigatore francese, il fuoriclasse che ha vinto il Vendée Globe 2024 in 65 giorni, ha rivelato di essere malato di un tumore gastrointestinale e di aver affrontato il giro del mondo in solitaria non stop quando era già in cura. “Mi fa bene parlarne”, dice su Radio France. Una sfida di cui parla anche in un libro in uscita giovedì 9 ottobre in Francia, “La force du destin” (La forza del destino, edizioni Gallimard). Il no dei medici Non doveva partire per gli Oceani. I medici glielo avevano sconsigliato. Lui è salpato ugualmente. “Dovevo prendere una pillola al giorno, mi ero impostato una sveglia e mi organizzavo in base a quella. […] Ma poi, paradossalmente, durante la regata, me ne sono un po' dimenticato“, racconta. Sei mesi dopo l’arrivo, un intervento chirurgico e ora la cura. Ha rinunciato a correre il prossimo Vendée 2028. “Spero che sia solo una parentesi [...] e che potrò tornare presto alle regate”. L’abbraccio Il mondo della vela gli si è stretto attorno. Come il team Paprec Arkea di Yoann Richomme, avversario che al Vendée Globe 2024 arrivò secondo, dopo una lunga battaglia con Dalin. Il post: “Ti inviamo tutto il nostro sostegno e la nostra amicizia nel calvario che stai attraversando. Il tuo coraggio, umiltà e forza di carattere sono ispirazione per tutta la comunità corse offshore. Siamo nei nostri pensieri e vi auguriamo una pronta guarigione. Non vediamo l'ora di incontrarti prestissimo su una superficie d'acqua, dove brilli di più”.