Il mondo della vela piange la scomparsa, a soli 42 anni, di Charlie Dalin. Il francese, vincitore con record dell’ultimo Vendée Globe, il giro del mondo in solitaria e senza scalo, si è dovuto arrendere a un tumore gastrointestinale contro cui combatteva da due anni e mezzo.

Aveva la fama di eterno secondo

Nato a Le Havre il 10 maggio 1984, Dalin è stato avviato giovanissimo all’attività malgrado la famiglia non fosse appassionata di questo sport. Già a 6 anni andava in Optimist. Ha iniziato a gareggiare attorno ai 15 anni in 420. Poco prima dei 20 anni si è appassionato alla vela d’altura, che in Francia è una religione, e con i Mini 650 ha iniziato a raccogliere le prime vittorie. Si è imposto due volte nella Transgascogne, prima in doppio e poi in solitaria, e poi è finito secondo alla Mini Transat del 2008. Un piazzamento che è stato il primo di una lunga lista che col tempo gli ha affibbiato l'ingiusta fama di eterno secondo.

Ha vinto due titoli mondiali Imoca

Dalin, invece, si è preso i suoi tempi e poco a poco ha centrato i traguardi che si era prefissato. Come quello della laurea di architetto navale alla Solent University di Southampton nel 2006, che gli ha consentito di intervenire direttamente sulla progettazione degli Imoca 60 più moderni e visionari come Macif con i quali ha navigato. Designer, quindi, oltre che skipper, Dalin ha dedicato la sua carriera principalmente alle regate oceaniche. Nel 2011 ha vinto, insieme al co-skipper Gildas Morvan, la Transat Ag2r La Mondiale in doppio. Per due volte è stato campione di Francia Elite per le regate offshore in solitario (2014 - 2016) e poi, dopo aver partecipato al circuito in solitario nella classe Figaro, è passato al circuito Imoca conquistando due titoli mondiali (2021 e 2022).