A coniare il termine nel 1978 sono state le psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes che descrissero una condizione psicologica caratterizzata dall’incapacità di riconoscere i propri successi e dal conseguente terrore di essere smascherati in quanto “impostori”. È la Sindrome dell’impostore, una sensazione con cui molti professionisti finiscono per fare i conti nel corso della loro carriera.

Secondo una rilevazione di Hays, leader globale nella selezione e nelle soluzioni HR, realizzata in collaborazione con Serenis, piattaforma digitale per il benessere mentale e centro medico autorizzato, 7 italiani su 10 dichiarano di aver provato almeno una volta la Sindrome dell’impostore e oltre il 30% afferma di sperimentarla spesso.

Sindrome dell’impostore: quando si manifesta

Tra le situazioni che possono far emergere con maggiore forza questa sensazione, al primo posto c’è l’inizio di un nuovo ruolo, indicato da quasi 4 italiani su 10: un momento che può portare a mettere in discussione le proprie capacità e il proprio valore professionale. Anche il confronto con i colleghi può alimentare dubbi e insicurezze, come segnalano circa 3 italiani su 10. Segue il processo di selezione per una nuova posizione, indicato dal 18% dei rispondenti, mentre solo l’11% afferma di non conoscere il fenomeno.