Quello in corso in Cisgiordania, per mano di Israele, sarebbe un piano sistematico di pulizia etnica. A dirlo è Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia: “Mentre gli occhi del mondo erano giustamente puntati sul genocidio commesso da Israele a Gaza, dopo le atrocità commesse da Hamas e altri gruppi armati nel 2023, in tutta la Cisgiordania si verificava un’ondata di violenza senza precedenti". Lo riportano i dati dell’ultimo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite e lo ricorda la Ong, che mette in evidenza, tra gli altri, i numeri che riguardano i bambini: solo dal 2023 sono state registrate 1.244 morti, di cui 268 bambini. Nel complesso, secondo i dati Onu, negli ultimi 20 anni, un'uccisione su cinque ha riguardato un bambino, circa il 22%. Di contro, nei primi 17 anni presi in esame, i coloni israeliani uccisi dai palestinesi sono stati 86, tra cui 12 bambini, mentre si contano 43 vittime, tra cui 10 bambini, tra il 2023 e il 2025.“Ogni giorno i nostri operatori lavorano per soccorrere le famiglie palestinesi le cui vite sono state distrutte, ed è straziante vedere decine di bambini uccisi - dichiara Pezzati -. Questo è il costo dell’impunità, della violenza e della crudeltà israeliana che sono sotto gli occhi di tutti, mentre i leader mondiali distolgono lo sguardo”. Un’escalation di violenza da parte delle forze israeliane che, tradotta in numeri, traccia un’impennata: solo nei primi tre mesi del 2026 si sono verificati più di 540 attacchi da parte dei coloni che hanno provocato la morte di 33 palestinesi e lo sfollamento di 2.200 persone. Negli ultimi tre anni in tutta la Cisgiordania sono invece oltre 46 mila i palestinesi sfollati con la forza, “un numero record”, sottolinea Oxfam, “se si pensa che nei 14 anni precedenti erano stati 13 mila”. Morti, sfollati, ma anche gravi danni alle infrastrutture che mettono in ginocchio intere comunità: sempre nei primi tre mesi del 2026 sono state vandalizzate e distrutte più di 60 infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, tra cui condutture, sistemi di irrigazione e serbatoi d’acqua, compromettendo l’accesso all’acqua per ben 32 comunità palestinesi. L’appello della Ong è per una maggiore pressione diplomatica su Israele “per fermare il piano di annessione in corso, mettendo fine all’occupazione illegale della Cisgiordania (inclusa Gerusalemme est)”- Nondimeno, continua Pezzati, “a fermare il commercio con gli insediamenti illegali, accogliendo la proposta di legge presentata dai leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, nata grazie all’impegno di una coalizione di 20 organizzazioni della società civile, tra cui Oxfam, permettendo all’Italia di allinearsi così con quanto richiesto da tempo dalla Corte Internazionale di Giustizia. Infine chiediamo al Governo di cambiare posizione a favore della sospensione dell’accordo di Associazione Ue-Israele, fino a quando non saranno rispettati i diritti umani”.