Israele starebbe conducendo una campagna di «pulizia etnica» nei confronti dei palestinesi nella Cisgiordania occupata, con l’obiettivo deliberato di annettere il territorio palestinese. L’accusa è contenuta in un nuovo rapporto di 149 pagine firmato da Amnesty International, secondo il quale lo sfollamento forzato dei palestinesi in Cisgiordania sarebbe il risultato di una politica statale organizzata e non solo il frutto delle azioni scellerate di singoli coloni violenti.
Dati delle Nazioni Unite indicano che oltre 100 villaggi della Cisgiordania sono stati svuotati — completamente o parzialmente — tra gennaio 2023 e aprile 2026. Allo stesso tempo, l’Onu ha registrato più di 7.280 casi di evacuazione individuale di palestinesi a causa della demolizione di case e strutture da parte delle forze israeliane (cifra che include persone sfollate più di una volta).
Israele, che in passato ha denunciato tali accuse — comprese quelle di pulizia etnica — come un pregiudizio ingiusto e di lunga data, per il momento non ha risposto al rapporto.
«Questi abusi non sono il risultato di pochi casi isolati. La violenza dei coloni è una componente fondamentale di una campagna di pulizia etnica approvata dallo Stato», ha dichiarato Agnès Callamard, direttrice di Amnesty. «Quello a cui stiamo assistendo è un’annessione deliberata, guidata dallo Stato, in totale violazione del diritto internazionale, sotto gli occhi del mondo intero».










