I loro nemici: i "sionisti" Carrai, Segre e Kelany
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Il Partito dei Carc è di nuovo al centro della cronaca giudiziaria: questa volta, dopo la maxi operazione di Napoli, che vede indagati alcuni membri del partito in quanto epigoni delle br e accusati di terrorismo, sono state perquisite le abitazioni di alcuni esponenti della sezione di Rifredi, Firenze.Il mandato di perquisizione riguarderebbe la ricerca di presunto materiale diffamatorio nei confronti di Marco Carrai, da tempo nel mirino della galassia antagonista per il suo ruolo di console onorario di Israele. Ma il capoluogo toscano non è certo la prima volta che sale agli onori della cronaca per le azioni del partito, perché lì c'è il cuore storico e operativo. Viareggio è il luogo della nascita dei Carc, con il convegno del 21-22 novembre 1992 e oggi l'asse più interessante passa da Firenze, Pisa, Massa, Viareggio, Cecina, Pistoia, Abbadia San Salvatore e Arezzo. È la regione dove il partito appare più radicato nelle vertenze operaie, nell'antagonismo territoriale, nella rete pro Pal e nelle campagne contro Nato, Israele e governo. I soggetti oggetto di attenzioni da parte degli investigatori sarebbero due e sono stati identificati dagli antagonisti come "Gio e Leo": sono stati portati presso la caserma dei carabinieri di Rifredi a seguito della perquisizione ed è lì che si sono poi radunate le solite sigle per esprimere solidarietà nei confronti dei "compagni".Ma l'operazione di ieri mattina si inserisce in un contesto ben più ampio. I Carc sono spesso al centro di inchieste nell'ambito dei pro Pal in tutta Italia, che però a loro dire sono parte di un'operazione "repressiva" da parte del governo Meloni per "colpire" una pratica che rivendicano, ossia la "denuncia nominale degli agenti sionisti di questo Paese".Agenti sionisti tra i quali, peraltro, rientra anche Marco Carrai, spesso esposto in pubblica piazza con cartelli diffamatori insieme ad altri soggetti accusati di sionismo, presenti in una lista in aggiornamento. "Quando una pratica spaventa quel che fa la classe dominante è intervenire per evitare che si estenda, criminalizzando chi la promuove", scrivono dai Carc, portando a testimonianza un antagonista indagato dalla procura di Milano per, come sostiene lui stesso, aver esposto "l'immagine della senatrice a vita Liliana Segre, accompagnata da una citazione di un suo intervento pubblico in cui affermava che, secondo lei, in Palestina non è in corso un genocidio, e dalla scritta agente sionista". E l'indagine relativa a questi fatti la definisce una "debolezza" perché davanti alla mobilitazione "il potere reagisce colpendo chi si mobilita" e quindi, secondo la loro logica "se il nemico attacca, significa che abbiamo colpito nel segno".








