Indagini sul partito dell'estrema sinistra radicale per le scritte antisemite e il piano di portare la guerriglia nelle città. Identificati gli antagonisti "Gio" e "Leo"

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Nuova perquisizione per il Partito dei Carc: questa volta, dopo la maxi operazione di Napoli, che vede indagati alcuni membri del partito in quanto epigoni delle br e accusati di terrorismo, sono state perquisite le abitazioni di alcuni esponenti della sezione di Rifredi, Firenze. Il mandato di perquisizione riguarderebbe la ricerca di presunto materiale diffamatorio nei confronti di Marco Carrai, da tempo nel mirino della galassia antagonista per il suo ruolo di console onorario di Israele. Sarebbero due i soggetti fatti oggetto di attenzioni da parte degli investigatori, identificati dagli antagonisti come “Gio e Leo”: pare siano stati portati presso la caserma dei carabinieri di Rifredi a seguito della perquisizione ed è lì che si stanno radunando le solite sigle per solidarietà nei confronti dei “compagni”.L’ultimo episodio che ha colpito il console onorario di Israele risale a poco più di un mese fa, quando su un muro in via dei Banchi e nel sottopasso della stazione di Santa Maria Novella sono comparse scritte minatorie: “Sionisti appesi, Carrai muori”. È solo l’ultima di una serie di intimidazioni di questo tenore di cui il console onorario è vittima da ormai diversi anni, ben prima che si riacutizzasse il conflitto nel Medio Oriente. Carrai, per altro, è stato anche inserito nella lista degli “agenti sionisti” stilata dal (nuovo) Partito Comunista ed è stato messo nel mirino su più fronti, anche per il suo ruolo all’interno della Fondazione Meyer. In questo caso non sono solamente gli antagonisti militanti a fare pressioni affinché rimetta il proprio mandato, perché ci sono state richieste in tal senso anche da parte di esponenti politici di area istituzionale.