A Napoli la "Giornata dei rivoluzionari" in nome dell'anarchico Cospito e dei pro Pal

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

La giornata internazionale dei prigionieri: è questo il prossimo appuntamento del fronte antagonista, che ha deciso di riunirsi per "lottare contro la repressione". E lo fanno dedicando "questa giornata onorando chi è nelle mani del "nemico". Celebriamo la memoria dei rivoluzionari prigionieri, incarcerati per la loro appartenenza a un'organizzazione o a un movimento rivoluzionario", scrivono i Carc di Napoli, con autonomia studentesca e altre sigle, lanciando l'appuntamento di domani a Frattamaggiore, in Campania.Nell'illustrare l'iniziativa ricordano anche i prigionieri palestinesi e sostengono che "partendo dalla celebrazione dei prigionieri politici, metteremo al centro la costruzione di un fronte comune contro la repressione: un fronte che si deve porre l'obiettivo di cacciare il governo Meloni e di imporre un governo che attui la Costituzione".La tesi di fondo che le frange radicali tentano di accreditare è che chi finisce in carcere per un qualunque tipo di terrorismo, per aver militato in formazioni sovversive, piazzato bombe o gambizzato dirigenti d'azienda, non è un criminale sottoposto alla legge, ma un "rivoluzionario prigioniero". Per loro è un soldato nelle mani del nemico, la cui militanza deve continuare all'interno delle carceri, ma l'aspetto più subdolo di questa retorica è il tentativo di legare i vecchi volti della lotta armata degli anni Settanta e Ottanta alle nuove leve della protesta.