Nomine rinviate al Consiglio. Il segretario: valorizzerò gli amministratori. L'ex Doge: non esistono due Leghe
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"Mia madre è mia madre, punto e basta" dice Luca Zaia citando (impropriamente) Giosuè Carducci dopo oltre tre ore di Consiglio federale. Il messaggio è chiaro: la Lega è la Lega. "Non esistono due Leghe e non sono mai esistite" sostiene il Doge, arrivato nella Capitale per incontrare Matteo Salvini e tutti i big del partito. Durante il lungo, lunghissimo consiglio federale niente nomine, solo una discussione generale. Sul bilancio? Anche, ma si è parlato soprattutto di futuro. Il leader del Carroccio vuole ripartire, rinnovare. Salvini conta i giorni che lo separano dalle elezioni e pensa di dare una spinta in più con una nuova squadra pronta ad affiancarlo. "Sono felice quando si parla di Lega" dice nei corridoi della Camera. Poche parole, passo deciso, sa che il momento non è dei migliori. Il generale Roberto Vannacci, ormai leader di Futuro nazionale, "il traditore" (come lo chiamano i leghisti) ha creato qualche problema, ma come si dice non tutti i problemi vengono per nuocere. È questo il pensiero comune nel partito.C'è chi giura che le "nomine ufficiali arriveranno la settimana prossima, al prossimo consiglio federale". Il segretario Matteo Salvini - fanno sapere fonti di via Bellerio dopo la riunione è stato chiaro: la strategia è rafforzare il partito "valorizzando l'impegno degli amministratori all'interno del partito". Pronti a scendere in campo oltre all'ex governatore del Veneto Luca Zaia ci sarebbero l'attuale presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, oltre a Claudio Durigon e Silvia Sardone entrambi già vice dal 2025. Sarebbe questa la squadra schierata.Nomi di spicco, utili a fare il pieno di voti. Durante il consiglio federale si è parlato di strategie, dei temi da affrontare. Più territorio, più vicini ai cittadini. Più Nord. Un tema condiviso da Salvini che, però, non vuole abbandonare ciò che ha costruito nel resto d'Italia. Per il leader non esiste più solo il Veneto o la Lombardia; certo è da lì che arrivano maggiormente i voti e Salvini ne è consapevole, ma ci sono anche la Sicilia, la Calabria. La Puglia. "Solo fantasie" è la risposta a chi parla di una Lega suddivisa in base ai territori.












