Roma, 11 giugno 2026 – Tutti in presenza, nessuno collegato. Mood a microfoni aperti: "C’è solo una Lega, non ne esistono due". Quanto al convitato di pietra Roberto Vannacci (mai nominato da Salvini): "Noi non viviamo di nostalgie". E, alla fine, nessuna nomina. Il Consiglio federale del Carroccio, nella sala Salvadori della Camera, inizia e finisce così, tra le risposte secche di Luca Zaia, proprio lui, destinato, secondo i rumors, a diventare vicesegretario del Carroccio e a rimettere in sella il partito, insidiato nei consensi da Futuro nazionale, in difficoltà nei sondaggi, attraversato da tensioni e insoddisfazioni e da una ridda di voci su nuove uscite verso il partito dell’ex vice segretario, Vannacci appunto.

Un partito che Matteo Salvini, segretario da dodici anni e finora sempre capace di rigenerarsi, adesso fatica a tenere anche se, incrociando i cronisti, ostenta ottimismo: "Il Consiglio? È andato bene, quando parlo di Lega sono sempre felice". Poi, una nota del partito, spiega che il segretario "è determinato a rafforzare sempre di più la Lega, valorizzando il grande impegno degli amministratori (apprezzati in tutti i territori) all’interno del partito". E certo i malumori partono dai territori, dal basso, con frizioni tra la Lega del Nord e quella più nazionale. Gli uni sostengono che il partito ha perso la bussola e la credibilità – con leggi ferme in Parlamento, specialmente sulla fiscalità – gli altri bollano il richiamo alle origini come "nostalgie".