Punto primo: si cambia lo statuto del partito. Punto secondo: Matteo Salvini resta segretario della Lega (per la precisione Lega per Salvini premier). Punto terzo: Luca Zaia diventa non vicesegretario del Capitano, ma segretario della Lega (quella di cui sopra) per il Nord. Il modello è quello della Csu bavarese, con via Bellerio che fa da “cerniera”, Zaia che comanda al Nord e magari un terzo (Claudio Durigon, ma non è detto) come responsabile per il Sud. Finirà così? Gian Paolo Gobbo, 77 anni, già sindaco di Treviso, già presidente e poi segretario della Lega-Liga Veneta, oggi componente del consiglio federale del Carroccio assieme a Bepi Canova e Mara Bizzotto (i veneti erano quattro, ma il deputato vicentino Erik Pretto è appena uscito dal partito), dice due cose: che bisogna sentire Zaia se è davvero «disponibile a impegnarsi per il partito» e che «bisogna restare uniti».
Gobbo, cosa sa e cosa pensa di questa ipotesi di riorganizzazione della Lega con Zaia che dovrebbe avere un ruolo di peso? «Zaia ha sempre avuto un ruolo all’interno della Lega, è sempre stato consultato. Adesso è evidente che bisogna pensare a qualcosa per andare avanti. Vediamo se ci sarà questa decisione da parte di tutti, perché anche lui deve accettare».Sta dicendo che finora Zaia ha sempre detto no? «Luca parla di una Lega Nord e di una Lega per Salvini premier, come la Cdu e la Csu in Germania».E lei cosa pensa del modello bavarese applicato al partito? «È un’ipotesi che c’è stata da sempre, anche perché la Lega ha sempre pensato di arrivare anche al Sud. Il discorso è che molto probabilmente al Nord, sui nostri temi principali, c’è stato un rilassamento».Adesso la Lega rischia di essere sorpassata da Futuro Nazionale. Quando Salvini diede l’incarico di vicesegretario a Vannacci, lei disse che non c’era nessuna deriva, che Gentilini parlava come il generale del Mondo al contrario. «Ma no, Vannacci ha un’anima completamente diversa da quella di Gentilini, la mia valutazione era solo sul modo di esprimersi».Secondo lei è stato un male che Vannacci se ne sia andato dalla Lega? «Assolutamente sì. Il concetto non è destra o sinistra, ma creare numeri per contrastare una situazione ormai degenerata. E secondo me a causa di questo governo europeo».Intanto nei sondaggi Vannacci cresce e la Lega cala. Lei ce l’ha una ricetta? «Ormai sono due partiti. Ma i temi affrontati da Vannacci nel suo libro "Il Mondo al contrario" sono gli stessi da cui era partita la Lega. Dopodiché nel nostro movimento, essendo anche al governo, ci sono state altre logiche. Il fatto di dire “noi al Nord”, è anche una scusante, perché chi ci crede, chi è convinto, deve lavorare costantemente. E i risultati, come abbiamo visto in Veneto alle Regionali, dimostrano che si può fare secondo i principi della Lega».Cosa dice dell’ipotesi: Salvini segretario nazionale, Zaia segretario del Nord, un terzo per il Sud? «Al di là dei nomi, il triumvirato va bene, è chiaro che al Nord c’è una situazione e al Sud un’altra. Riproporre la questione Settentrionale è fondamentale. Ma l’importante è stare uniti, perché spaccare - come diceva Bossi - significa perdere consenso. Bisogna parlarsi, l’unione è essenziale. Il nostro elettorato non ci ha dimenticato, basta vedere le Regionali dello scorso novembre. E non dimentichiamo che Zaia ha sdoganato il Veneto, questa regione non è più un nano politico».Ma lei ci crede che Zaia, da amministratore puro, ora decida di occuparsi del partito? «Bisogna chiederlo a lui, il modello Cdu-Csu non sarebbe una novità, l’importante è stare uniti».Intanto perdete pezzi: Villanova, Pretto, Bof, tutti via dalla Lega. «Spiace, sì. Secondo me sono tutte questioni che non sono state risolte. Bisogna parlarsi, non devono esserci più vertici che non ascoltano o che ritardano nell’ascolto di determinate esigenze. Dopodiché non è che vai da un’altra parte perché non sei accontentato. La Lega è un credo».Cosa dirà al consiglio federale di mercoledì? «Io credo che bisogna prendere in mano tutta la situazione. ma, ripeto, stando uniti».Treviso: chi dopo Mario Conte, non più ricandidabile a sindaco? «I nomi ci sono, anche se per ora non li dico. Ma una cosa è certa: dopo Conte, sarà ancora Lega».










