Comincia questa sera all’Azteca di Città del Messico il Mondiale più grande di sempre. Quarantotto squadre divise in dodici gironi, tre nazioni ospitanti (Usa, Messico e Canada), si parte alle 21 con la prima sfida del girone A tra Messico e Sudafrica.

Un’inedita edizione a tre Paesi in cui anche la cerimonia di apertura si scompone in un trittico: non solo l’Azteca, anche Toronto e Los Angeles. L’Italia sta a guardare per la terza volta di fila, ma almeno è italiana la mente che ha ideato le cerimonie: la firma è di Marco Balich, reduce dalle Olimpiadi di Milano-Cortina. Se negli Usa ci sarà Kate Perry, la star a Città del Messico è Shakira, che torna ai Mondiali dopo il tormentone ‘Waka Waka’ di Sudafrica 2010. In Canada, tra gli altri, ci sono Alanis Morissette e Michael Bublé.

Una Coppa del mondo diffusa su tre Paesi, ognuno grande quasi come un continente, con la bellezza di 48 nazionali a contendersi il titolo: sedici stadi, dodici gironi, per la prima volta anche i sedicesimi di finale, per un totale di centoquattro gare sparse per il continente americano. Passano le prime due di ogni girone più le otto migliori terze.

Un torneo aperto al mondo tanto da accogliere nazionali come Curacao e Capo Verde, eppure per certi versi chiuso. Almeno negli Stati Uniti, con i casi che hanno fatto molto discutere del respingimento dell’arbitro somalo e dei controlli choc solo ad alcune nazionali – quella uzbeka e quella senegalese in primis – di cui ha fatto le spese anche un campione del mondo come Fabio Cannavaro, ct dell’Uzbekistan.