CONCORDIA SAGITTARIA - La giornata al lavoro, il ritorno a casa dai propri cari, ma l'ischemia non gli ha lasciato scampo. La comunità di Concordia è sprofondata nel dolore per la scomparsa improvvisa di Natale Simon, morto a soli 55 anni. Tutto è successo nella giornata di martedì nell'abitazione dell'uomo, colto da un malore fatale ad appena due ore dalla fine del suo turno di lavoro.

Per anni aveva lavorato in Asvo, per poi passare nei ranghi di Veritas, sempre sul fronte dei servizi di igiene ambientale. Un professionista esemplare, il cui ricordo resta indelebile nelle parole di chi ha condiviso con lui un lungo percorso lavorativo. Tra i messaggi di cordoglio c'è quello di Luca Michelutto, già presidente di Asvo: «Era una persona perbene, un gran lavoratore che si è sempre distinto per la sua straordinaria disponibilità e per i sui modi affabile con tutti. La sua perdita lascia un vuoto immenso».

La tragedia di Natale Simon ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro. Nella stessa giornata di martedì infatti un operaio di una cooperativa d'appalto è stato colto da malore ed è poi deceduto all'interno dello stabilimento San Benedetto di Scorzè. «Non si può morire così. Basta uscire di casa per andare al lavoro e non tornare», è la dura denuncia di Gianluca Di Filippo, componente della segreteria della Fit Cisl Veneto, che punta il dito contro le condizioni attuali in cui operano i lavoratori del comparto dei trasporti e dei servizi: «Ritmi sempre più serrati, lo stress quotidiano e l'inizio del grande caldo sono fattori che pesano come macigni sulla salute di chi sta sul campo. Non vogliamo e non possiamo ignorare questi malori improvvisi».