“Adesso c’è una verità che nessuna propaganda, nessun post autocelebrativo sui social e nessuna operazione di distrazione di massa potrà più cancellare. La sentenza del Tribunale di Vibo Valentia, che ha dichiarato l’incandidabilità dell’ex sindaco Giovanni Macrì, rappresenta una pietra tombale sulle narrazioni costruite in questi anni e restituisce ai cittadini la reale dimensione di una delle pagine più buie della storia amministrativa di Tropea: la città sciolta per infiltrazioni mafiose”. E’ quanto afferma il Gruppo consiliare “Insieme per Tropea”.
“Dovranno ricredersi”
Il Gruppo aggiunge: “Ebbene, il condottiero del principato (tutto minuscolo, inversamente proporzionale alle sue spregiudicate ambizioni), anziché assumersi fino in fondo il peso politico e morale di quella tragedia istituzionale, avendo guidato proprio l’amministrazione responsabile di quello scioglimento, ha ritenuto di poter tornare a candidarsi e di poter nuovamente pretendere di rappresentare Tropea. Oggi, molti che lo hanno votato dovranno ricredersi, perché finalmente potranno capire che quella scelta non era un atto di coraggio, ma solo un atto di irresponsabilità. Un atto sconsiderato verso una città che cercava di rialzarsi, verso una comunità che aveva bisogno di ricostruire la propria credibilità, verso una storia millenaria che merita rispetto e non di essere continuamente trascinata nelle aule giudiziarie e sulle cronache nazionali per vicende che ne offendono il prestigio. Tropea non è Giovanni Macrì. Tropea non coincide con le ambizioni personali di chi ha trasformato la politica in un esercizio permanente di autocelebrazione. Tropea è una comunità nobile, orgogliosa, conosciuta e ammirata nel mondo per la sua bellezza, la sua cultura, la sua storia e la laboriosità della sua gente. E proprio per questo oggi proviamo rabbia e amarezza: perché ancora una volta il nome della nostra città viene associato a una vicenda che ne compromette l’immagine proprio mentre si apre la stagione turistica, nel momento in cui Tropea dovrebbe essere raccontata per le sue eccellenze e non per le conseguenze di errori politici che continuano a produrre effetti devastanti”.







