di
Candida Morvillo
La nipote dell’ex presidente Pertini: «Andavo spesso al Quirinale, portai in visita ex deportati»
«La vede quella poltrona? Ricordo come fosse adesso un carnevale: i miei due figli erano mascherati e zio Sandro, seduto su quella poltrona, giocava con loro coi coriandoli e le stelle filanti. Come si divertiva!». Diomira Pertini è una signora di 92 anni dagli occhi buoni, nipote di Sandro Pertini, indimenticato presidente della nostra Repubblica. Lui e la moglie Carla Voltolina non ebbero figli, ma presero con loro Diomira, quando rimase orfana.
Qual è il primo ricordo di suo zio?«Avevo undici anni, era il 1945, vivevo a Sant’Ilario, sopra Genova, con la famiglia a cui papà mi aveva affidato in guerra, essendo mamma morta quando avevo dieci mesi. In aprile, però, papà era stato ucciso nel campo di concentramento nazista di Flossenbürg e io ero rimasta con questa famiglia che non conosceva nessun mio parente. Poi, sui giornali avevano letto di un Sandro Pertini eletto segretario del Psiup, che come mio padre era nato a Stella in provincia di Savona. Lo avevano cercato. Lui stesso non sapeva di avere una nipote: fra il carcere, la resistenza e il confino, non aveva più avuto notizie di mio padre. Ricordo l’arrivo di un signore affettuoso. Mi disse: “Torno a prenderti presto”».








