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Elena Tebano

Nei Paesi poveri quasi la metà della spesa è destinata al cibo e all’energia. In Cambogia e Nepal il prezzo della benzina è salito del 40-60%. E negli Stati Uniti l’inflazione è ai massimi da tre anni

Mentre Israele e Stati Uniti hanno ripreso a scambiarsi attacchi con l’Iran, i preservativi stanno per diventare più cari. Due delle più grandi aziende produttrici di profilattici al mondo, l’indiana Mankind Pharma e la malese Karex, hanno annunciato nei giorni scorsi che dovranno aumentare i prezzi di almeno un terzo, forse di più. È una delle molte conseguenze inaspettate della guerra in Iran. Tutta la plastica diventerà più cara, perché è prodotta con il petrolio. Il prezzo al barile è aumentato del 40% fino a sfiorare i 100 dollari, da quando la guerra ha di fatto chiuso lo stretto di Hormuz, da cui passava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas. E questo porterà ad altri aumenti a cascata, perché la plastica è usata in moltissimi settori, dal confezionamento degli alimenti all’industria automobilistica.

Il boom dell’inflazione UsaIntanto gli Stati Uniti registrano l’inflazione più alta degli ultimi tre anni, un dato dovuto soprattutto all'aumento del costo dei carburanti. I prezzi al consumo sono saliti del 4,2% a maggio rispetto a un anno fa, secondo il Dipartimento del Lavoro, in aumento rispetto al 3,8% di aprile, e per il terzo mese di seguito. L’alta inflazione, come è noto, è stata il motivo principale del malcontento nei confronti dell’ex presidente democratico americano Joe Biden. L'anno scorso aveva iniziato a diminuire, ma poi Donald Trump, ad aprile 2025, ha imposto la sua massiccia politica di dazi. E i prezzi sono saliti alle stelle dopo che la guerra con l'Iran ha reso più costosi i carburanti e diverse materie prime.