VENEZIA - C'è Fedora, che apre la rassegna, ma ci sono anche parecchie proposte originali che spaziano tra i compositori italiani. È questa la strada indicata ieri mattina dal sovrintendente della Fenice, Nicola Colabianchi, che alle Sale Apollinee ha puntigliosamente presentato le stagioni di Lirica, Sinfonica e Balletto (programma completo su www.teatrolafenice.it). Il tutto in un contesto in cui il teatro lagunare ha assicurato il quindicesimo pareggio di bilancio senza aumentare il costo dei biglietti. «Ci tengo molto alla Fedora di Umberto Giordano dal 13 novembre - ha spiegato Colabianchi ricordando che i lavori al palco proseguono e per questo diverse opere andranno al Malibran - ma anche al fatto che l'intero programma vede molte donne, a vario titolo, protagoniste della nostro cartellone. Poi ci sarà Madama Butterfly e quindi il ritorno di tre titoli da tempo assenti dal palcoscenico veneziano: Hänsel und Gretel di Humperdinck, con la regia di Cecilia Ligorio; Adriana Lecouvreur di Cilea, con la regia di Mario Pontiggia con un allestimento del Teatro Lirico di Cagliari con Abao Bilbao; e Jenfa di Janáček che tornerà in città a ottantacinque anni dall'ultima rappresentazione: era il marzo 1941. Va sottolineato che un artista come Humperdinck era particolarmente stimato da Wagner». La Carmen, dal 23 maggio anticipa Il barbiere di Siviglia e soprattutto Nozze Istriane di Antonio Smareglia, una vera sorpresa per gli appassionati. Si chiude con Partenope di Handel e la Norma prodotta con il teatro nazionale della Georgia.