La partita sulla distribuzione dei farmaci si allarga ancora. Dopo le gliflozine, ora tocca alle insuline a lento rilascio e ai farmaci cardiovascolari. Lunedì scorso, durante una riunione tra AIFA e le Regioni rappresentate al tavolo tecnico, è stata presentata la proposta di trasferire verso la distribuzione territoriale, attraverso le farmacie convenzionate, nuove categorie di farmaci oggi gestite prevalentemente attraverso i canali regionali della distribuzione diretta e per conto. Tra i prodotti interessati figurano insuline come Lantus, Abasaglar e Toujeo, utilizzate da centinaia di migliaia di pazienti diabetici, e farmaci come Entresto, terapia di riferimento per lo scompenso cardiaco cronico sviluppata da Novartis.

La proposta arriva in un momento tutt’altro che neutrale. Da mesi il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, farmacista di professione e principale sostenitore politico della riforma della remunerazione delle farmacie e della “farmacia dei servizi”, porta avanti una strategia che punta a rafforzare la sua categoria all’interno del Servizio sanitario nazionale. Una linea che alcune Regioni leggono come un progressivo trasferimento di risorse pubbliche verso il canale delle farmacie private convenzionate che, come scritto dal Fatto Quotidiano, hanno incrementato il loro fatturato nel 2025 di circa 4 miliardi rispetto al biennio 2021-2022, segnato dalla fase più intensa dell’emergenza Covid.