| 6 Giugno 2026 15:29 |
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BOLOGNA (ITALPRESS) – Un risparmio di quasi 20 milioni di euro di spesa farmaceutica, in aumento le ricette con esenzione e in riduzione quelle non esenti. In calo il consumo di alcune delle categorie di farmaci più a rischio di inappropriatezza e sprechi come gli antibiotici, gli inibitori della pompa acida, gli omega3 e la vitamina D, dei quali risultava un utilizzo non interamente giustificato.
È il bilancio a dicembre 2025 dei primi 8 mesi dei ticket farmaceutici in Emilia-Romagna, introdotti a maggio dello scorso anno quando fu avviata, dopo un confronto con le organizzazioni sindacali, la misura che prevede per i cittadini non esenti una compartecipazione di 2,20 euro a confezione di medicinale, fino a un massimo di 4 euro a ricetta. I cittadini esentati dal pagamento sono 1 milione e 650mila, circa 1 su 3, tra cui i pazienti oncologici, con patologie croniche o rare, invalidi, disoccupati e persone in situazioni di disagio economico.
L’Emilia-Romagna è stata tra le ultime Regioni italiane a introdurre il ticket, scegliendo un pagamento in base a fasce di reddito come in Toscana, Marche, Umbria e Basilicata. E non a quota fissa come accade in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, nella provincia di Bolzano, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.







