| 14 Luglio 2026 17:02 |
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(Adnkronos) – “L’operazione di revisione del prontuario farmaceutico è un’iniziativa che vuole migliorare l’efficienza e anche la sostenibilità dei farmaci e sicuramente va accolta positivamente nello spirito di favorire un accesso tempestivo alle migliori cure disponibili”. Nell’alveo del dibattito in corso “sono stati però espressi dubbi e criticità da parte di tutti gli attori” interessati dall’intervento. “La prima cosa che noi chiediamo è che la sostenibilità economica non sia di fatto l’unica considerazione possibile. Questo è il messaggio che deve passare”. A evidenziarlo all’Adnkronos Salute è Simona Loizzo, capogruppo della Lega in Commissione Affari Sociali della Camera.
“Ci sono alcuni elementi che non vanno bene – ragiona – sia per quanto riguarda i farmaci equivalenti, come anche per la confusione che si fa sui criteri di unione di trattamento tra innovativi e non innovativi. A mio avviso bisogna in primo luogo definire delle modalità che rendano ben separati i criteri di revisione per gli innovativi e quelli per i farmaci che invece non lo sono. Questo perché, per esempio, per i farmaci che sono di elevata complessità clinica – e lo dico da presidente dell’Intergruppo parlamentare sui tumori al seno – è essenziale ovviamente il valore clinico delle terapie che si propongono. Un farmaco che va a trattare il tumore metastatico non può essere messo sullo stesso piano del farmaco che si dà per l’ipermotilità gastrica. Quindi la prima cosa che dobbiamo tutelare è l’innovazione: i farmaci innovativi vanno a salvaguardare una fetta importante di patologie e di pazienti che sono destinati a morte certa senza gli adeguati trattamenti. Un punto importante è: mai confusione nei criteri di revisione tra farmaci innovativi e non innovativi. La sostenibilità economica e il costo della terapia non possono soppiantare la cura di un tumore metastatico all’ultimo stadio della mammella o del pancreas”.






