Per immaginare i combattimenti tra gladiatori, le grandiose gradinate, il ricco apparato decorativo del podio si dovrà far ricorso alle tecnologie informatiche e all’intelligenza artificiale. Ma intanto gli scavi archeologici e i restauri condotti nell’area della Ca’di Rat di corso De Rege hanno restituito importanti testimonianze su quello che fu l’anfiteatro di Vercelli. E hanno liberato da edifici fatiscenti e vegetazione spontanea una vasta area che, a intervento ultimato, diventerà uno spazio riqualificato, fruibile dall’intera città. Entro il 31 agosto l’intervento Pnrr da 1,2 milioni di euro, destinato alla creazione del parco archeologico della città di Vercelli dovrà essere concluso, come da scadenze di legge, con la sistemazione delle aree intorno alle vestigia tornate alla luce e la posa delle protezioni lungo il perimetro della roggia Molinara. «Inoltre è prevista la realizzazione di percorsi pedonali e di sistemi di illuminazione a energia solare», spiegano dal Comune, che ha già in mano il progetto esecutivo di questi ultimi interventi. Intanto, però, gli scavi condotti tra il luglio 2024 e il novembre 2025, hanno portato alla luce testimonianze che si pensavano ormai perdute, visto che, dopo le antiche spoliazioni dei materiali pregiati, le ultime murature dell’anfiteatro erano state demolite nel 1600. Rimossi rovi, macerie e terra di riporto, sono riemersi l’imponente struttura di fondazione della cavea e alcuni corridoi di servizio. Muri e costruzioni che, dopo essere stati sottoposti a un intervento di restauro conservativo, ora svettano in mezzo alla spianata che si apre tra palazzi ed capannoni. «Il cantiere – dice il sindaco Roberto Scheda – ci ha consentito di recuperare un’area degradata e, non appena ci saranno le condizioni per aprire lo spazio alle visite, sarà un piacere poter presentare quest’intervento ai vercellesi». Riportata nella cartografia antica, l’arena romana – costruita tra il I e il II secolo dopo Cristo, nota alla Soprintendenza anche attraverso le ricerche degli appassionati locali di storia e archeologia – aveva iniziato a restituire le prime testimonianze della propria esistenza a metà degli Anni’90, durante l’abbattimento della Ca’di Rat. Nei primi Anni Duemila era poi stata avviata la campagna di scavo, curata dalla Soprintendenza, nell’area dei prati Sparviero di viale della Rimembranza: a poca distanza dalla roggia Molinara erano tornati alla luce i radiali che segnavano le fondamenta di alcune delle gradinate e, in corrispondenza dell’ingresso occidentale, un ampio vano, forse un sacello o un ambiente di servizio. Negli anni, grazie soprattutto all’impegno dell’associazione La Rete, lo scavo è stato più volte aperto alle visite. La vasta area indagata ora grazie ai fondi Pnrr è invece in corso De Rege ed è stata acquistata dal Comune nel 2019. Con ogni probabilità, potrà riservare ancora interessanti sorprese. Nel corso dei lavori, infatti, Comune e Soprintendenza hanno deciso di demolire un immobile edificato in sopraelevazione a strutture murare romane e collegato ai resti dell’anfiteatro da un acciottolato, in precedenza mai rilevato, che prosegue anche sotto le fondazioni dell’edificio. Una pagina di storia ancora tutta da studiare.