Raccolta firme, proteste di piazza, richieste di chiarimenti. È la reazione dei comitati alla notizia dell’indagine della procura di Roma sul Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo l’ipotesi dei pm l’avvocato Giacomo Saccomanno, ex commissario della Lega in Calabria, assieme all’imprenditore Vincenzo Virgiglio avrebbero promesso al giudice della Corte dei Conti Tommaso Miele la possibilità di ricoprire cariche in enti pubblici in cambio di attività per condizionare l’esame di legittimità dei giudici contabili sull’approvazione del progetto definitivo della grande opera. Una notizia di una gravità inaudita, sottolinea Daniele Ialacqua del comitato No Ponte, che proprio a Capo Peloro, ovvero nella punta nord della Sicilia, dove sorgerà (o dovrebbe sorgere) il pilastro dal lato siciliano, ha organizzato una mobilitazione per sabato 13 giugno alle 18.30: “Un presidio di protesta in via circuito, contestualmente, sempre sabato – continua Ialacqua, che è stato anche assessore nella Giunta di Renato Accorinti – lanceremo una raccolta firme per chiedere le dimissioni degli organismi direttivi della Stretto di Messina spa e l’adozione di un provvedimento cautelare che disponga l’amministrazione giudiziaria della società”.