Fenomenologia di Vannacci

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Silvia Sordini

Sono 101.690 le persone si rivolgono in un anno alle associazioni del Terzo settore di Grosseto: famiglie, anziani, giovani, studenti, donne, persone con disabilità o in difficoltà economiche. E’ il quadro che emerge dallo studio condotto da Andrea Salvini, professore di Sociologia dell’ Università di Pisa, che verrà presentato durante l’iniziativa "Lo Stato di salute del terzo settore nella provincia di Grosseto", in programma domani alle 16 al museo di Storia naturale, organizzata dal Cesvot. Salvini illustrerà la Fotografia del terzo settore nella Delegazione Cesvot di Grosseto", poi seguirà una tavola rotonda "Il terzo settore fra continuità e cambiamento" moderata dalla giornalista Clelia Pettini. Parteciperanno don Enzo Capitani presidente Fondazione L’Altracittà, Roberto Cerulli Misericordia Porto Santo Stefano, Simone Ferretti presidente regionale Arci, Sabrina Gaglianone presidente Olympia de Gouges, Daniela Giovannini volontaria Avo. "L’evento- afferma la presdente Silvia Sordini- è un ‘occasione per rinnovare l’interazione con la cittadinanza e fornire uno spazio di confronto tra volontari , cittadini e enti pubblici. Valorizzare le sinergie delle realtà locali e l’attività di volontariato in tutta l’area provinciale è azione propedeutica alla promozione di processi di coprogrammazione e coprogettazione , in un’ottica di benessere per tutta la comunità". Poco più di un terzo degli enti del terzo settore grossetani opera nel settore "cultura, sport ricreazione" (38,5%), il 22% in sanità, il 14,3% in "assistenza sociale e protezione civile". Il 39% svolge attività culturali e artistiche, il 33,5% attività ricreative e di socializzazione. Il 15,9% segnala "altri servizi sanitari" (di tipo non specialistico, dunque) e l’11% servizi di assistenza sociale. I principali destinatari sono le famiglie (35,7%), gli anziani (23,1%), i giovani (27,5%), ma soprattutto la collettività in generale (44%); seguono, poi, gli studenti (13,7%), le persone con disabilità (11%) e le donne (11%). Per il 23,6%, i volontari della propria organizzazione sono aumentati e per il 27,6% sono diminuiti, mentre per il 48,9% sono rimasti immutati . Il 22,5% dei rispondenti dichiara che le dinamiche relative all’aumento dei volontari si devono al fatto che le attività "coprono gli interessi di ampie fasce di popolazione" - un dato leggermente inferiore rispetto alla media regionale. Per il 35,2% l’aumento è dipeso dalle "campagne di sensibilizzazione e comunicazione", e per il 9,9% dall’aver "attratto nuovi volontari giovani e garantito il ricambio generazionale". Esplorando, invece, l’opinione dei rispondenti circa le ragioni del calo dei volontari, il 14,6% dichiara di non riuscire a garantire il ricambio generazionale, mentre il 23,2% afferma che alcuni volontari senior /adulti hanno lasciato l’organizzazione. Il 15,9% segnala difficoltà nel fidelizzare i volontari.