Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente gli arrivi sono aumentati del 3,5% e le presenze del 5,4%di Rossella Conte FIRENZEI turisti in riva d’Arno parlano sempre meno italiano e sempre più americano, britannico, francese, spagnolo e cinese. È questa la fotografia che emerge dall’analisi del Centro studi turistici per il Comune di Firenze dei flussi turistici della città, dove la componente internazionale continua a rafforzarsi. Nel 2025 gli Stati Uniti, nonostante il rallentamento estivo, si sono confermati di gran lunga il primo mercato estero per Firenze, con il 29% delle presenze straniere complessive. A seguire Regno Unito (6,3%), Francia (5,7%), Spagna (4,9%), Germania (4,7%) e Cina (3,9%). Una graduatoria che racconta una città sempre più globale e meno dipendente dalla domanda nazionale.

La tendenza non solo prosegue nel 2026, ma appare destinata a consolidarsi. Le rilevazioni del Centro studi turistici di Firenze evidenziano infatti un incremento delle richieste provenienti da Spagna, Francia, Svizzera, Cina, Ungheria, Regno Unito e Brasile. Stabili Belgio, Paesi Bassi, Polonia e Paesi scandinavi. Mostrano invece segnali di rallentamento alcuni mercati tradizionalmente forti come Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, Russia e Israele, pur mantenendo volumi rilevanti. La trasformazione è evidente anche nei numeri complessivi. Dopo un 2025 già caratterizzato da una forte espansione dei flussi, il primo quadrimestre del 2026 si è chiuso con 1,374 milioni di arrivi e oltre 3,336 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive cittadine.