Dazi, il problema è a Bruxelles

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Il dollaro debole frena gli statunitensi. E a Firenze arrivano solo famiglie europee. Fagnoni: "Un disastro, ma ripartiremo". Facchini: "Basta dare un’occhiata alle strade". .

"Inumeri ufficiali in tasca non li ho e forse ancora non li ha nessuno, ma non giriamoci tanto intorno, basta fare una passeggiata in centro: non c’è quasi nessuno per le strade". Pane al pane e vino al vino, Gianni Facchini, presidente di Myguestfriend mira al sodo: "Basta prendere un caffè al bar ho fare chiacchiere con un collega e ti senti dire da tutti lo stesso ritornello: ’Siamo mezzi vuoti’ – prosegue ancora Facchini che poi riflette: "Gli americani sono in netto calo rispetto agli anni scorsi. I motivi ufficiali non li sappiamo però, considerando che il 50% delle famiglie statunitensi ha titoli legati al dollaro, è ipotizzabile che tanti abbiano perso i risparmi per una vacanza in Europa. Che dire poi dei cinesi? Se ne sono per le tracce...".

Un calo massiccio che può essere legato in qualche modo anche i prezzi fiorentini di ristoranti e negozi – come raccontato a più riprese nei giorni scorsi da La Nazione – non esattamente alla portata delle tasche di grandi masse di persone? Facchini non crede a questa tesi. "È un ragionamento che non mi convince fino in fondo. – puntualizza – La flessione è generale e riguarda un po’ tutta l’Italia. Se a questo calo fosse corrisposto un boom della Grecia o della Spagna allora magari la teoria dei prezzi stava in piedi... Ma, ecco, quello che vedo è un calo delle presenze in generale".