Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, cioè della principale organizzazione italiana del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti e delle professioni, ha offerto nella sua relazione un antidoto utile al catastrofismo. Guerre, dazi, crisi energetiche e tensioni sulle materie prime pesano, ma non cancellano i fondamentali dell’Italia. Primo numero: dal 1995 a oggi il terziario di mercato ha creato quasi 4 milioni di nuovi posti di lavoro e oggi vale il 53 per cento del valore aggiunto. Secondo numero: l’occupazione ha superato i 24,3 milioni di lavoratori. A questo si aggiungono il reddito disponibile delle famiglie, tornato sopra i livelli del 2019 in termini di potere d’acquisto, consumi che reggono e turismo da record. L’ottimismo di Sangalli non è ingenuità: è l’idea che raccontarci peggio di come siamo sia un danno economico, perché la fiducia, in un paese pieno di imprese diffuse, è già una forma di crescita.