I dati diffusi dall’Ufficio Studi Confcommercio raccontano di un Paese che continua a crescere. Cresce il PIL, crescono i consumi e alcuni comparti dell’economia mostrano segnali incoraggianti di ripresa. È una notizia positiva che accogliamo con favore, soprattutto dopo anni segnati da crisi internazionali, inflazione, aumento dei costi energetici e profonde trasformazioni del mercato. Ma i numeri, da soli, non bastano a descrivere la realtà. Dietro ogni indicatore economico ci sono imprese, famiglie, lavoratori. Ci sono migliaia di commercianti che ogni mattina alzano una saracinesca e tengono accesa una luce nelle nostre città.

Ci sono imprenditori che continuano a investire nonostante margini sempre più ridotti, costi crescenti e una concorrenza che spesso non gioca ad armi pari. Per questo, mentre osserviamo con attenzione i segnali positivi dell’economia nazionale, non possiamo ignorare ciò che accade nelle nostre comunità, a Bari, nella BAT e più in generale in tutta la Puglia. Le nostre città vivono grazie alle attività economiche che animano le strade, garantiscono servizi ai cittadini, creano occupazione e contribuiscono alla sicurezza urbana. Dove chiude un negozio non scompare soltanto un’attività commerciale: si impoverisce un quartiere, si indebolisce una comunità, si perde un presidio di socialità e di identità.